Archive for Luglio, 2009

Dischi rigidi, la guida veloce! (Parte V)

Venerdì, Luglio 31st, 2009

Nella nostra veloce cavalcata alla scoperta del disco rigido può essere utile cercare di soddisfare un paio di curiosità.

La prima. Quando usare Utility Disco?

Ribadiamo che il backup è cosa buona e giusta; poi affronteremo in futuro anche come farlo, perché non bisogna mai salvaguardare i propri dati su una partizione del disco rigido interno, eccetera, eccetera.

Per adesso sappiate solo che dovete eseguirlo, e su un disco rigido esterno.
Su quando lanciare l’applicazione di Apple, possiamo consigliare di farlo prima di scaricare e installare un aggiornamento del sistema operativo Mac OS X. Questo garantisce che tutto vada a buon fine, avendo prima verificato la salute del supporto.
Se poi non avete un gruppo di continuità, e un black-out spegne il vostro Mac, al successivo riavvio sarebbe una buona cosa lanciare Utility Disco per verificare che non vi siano danni. Ma fatelo dal DVD di installazione, non usate quella presente nel sistema operativo. Abbiamo spiegato come farlo in un post precedente.

La seconda curiosità. La riparazione dei permessi.

Quando il Mac ha dei problemi, la soluzione sembra essere una sola, a leggere quanto viene riportato nei forum: riparare i permessi, e tutto torna a posto.
Peccato che nella maggior parte dei casi non serva a un bel nulla.
In primo luogo, la riparazione dei permessi funziona solo con le applicazioni Apple.
In secondo, è utile riparare i permessi solo in presenza di questi sintomi:

1) D’un tratto, diventa impossibile stampare;

2) All’improvviso, non riuscite più ad accedere ad una cartella;

3) Nel Dock appare un punto di domanda al posto dell’icona dell’applicazione.

Se Word fa i capricci quindi, non serve riparare i permessi. Se il Mac subisce dei kernel panic, è inutile riparare i permessi.
Per saperne di più, ecco cosa ne dice Apple in un documento presente sul suo sito. Poche parole, ma che fanno giustizia di tante “leggende metropolitane”.

Dischi rigidi, la guida veloce! (Parte IV)

Mercoledì, Luglio 29th, 2009

Quarta puntata dedicata alla scoperta dei dischi rigidi. Potete leggere la prima, poi la seconda e infine la terza.

macbookpro

Esiste un metodo veloce per conoscere lo stato di salute del proprio disco rigido. Si tratta di una tecnologia che risponde al nome di S.M.A.R.T.: significa Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology.

Da come si può intuire, è una tecnologia che sottopone il disco rigido a dei controlli in grado di verificarne la salute. I computer Apple supportano questa tecnologia: è sufficiente infatti lanciare l’applicazione Utility Disco (dentro la cartella Utility, contenuta in quella chiamata Applicazioni).

A questo punto, occorre selezionare il disco rigido del proprio Mac, poi osservare la parte inferiore della finestra. Al di sotto della “Capacità totale” e dello “Stato scrittura” c’è proprio “Stato S.M.A.R.T.” In genere quando tutto va bene accanto ad essa compare la scritta “Verificato”.

Qualunque altra dicitura troviate è un brutto segno, significa che il disco ha subito dei danni, o comunque sta per abbandonarvi.

E’ affidabile questa tecnologia? Non è semplice rispondere; in linea di massima, sì.
Ci sono dischi che prima di collassare lanciano tutta una serie di chiari indizi, e questo permette all’utente di effettuare un backup completo, e di mettere in salvo ogni cosa (oltre ad acquistare un altro disco, certo).

Altri purtroppo, non sono così cortesi, e il guasto si verifica in brevissimo tempo. A volte capita che al riavvio del computer, il disco mostri gravissimi indizi di morte imminente e pressoché irreversibile: eppure la sera prima tutto pareva andare per il meglio.

Ecco perché è indispensabile effettuare con regolarità il backup dei propri dati su un disco rigido esterno.

Ecco perché è bene verificare lo stato di salute del disco con Utility Disco, o altre applicazioni simili. I guasti, sanno essere imprevedibili e veloci: siate pronti e veloci a reagire.

Dischi rigidi, la guida veloce! (Parte III)

Lunedì, Luglio 27th, 2009

Nel post precedente ci siamo congedati con una domanda piuttosto interessante.
Utility Disco è efficace sempre? Riesce a riparare ogni danno presente su un disco rigido esterno o interno che sia?

No, purtroppo.
E’ un’applicazione che fa bene il suo lavoro quando i guasti che colpiscono il dispositivo di cui stiamo parlando, sono di entità bassa o media. Se riscontrate poi delle riparazioni da effettuare, è possibile che Utility disco non riesca a eliminarli al primo passaggio. Incrociate le dita, e riprovate.

Quando tuttavia i guasti sono gravi ed estesi, è possibile che l’applicazione di Apple alzi bandiera bianca.

Come agire in un caso del genere?
Per prima cosa è necessario effettuare un backup dei dati su un disco rigido esterno; se non ce l’avete cercate di procurarvene uno il prima possibile. Noi li vendiamo!
E poi?
Sarebbe bene possedere un’applicazione dedicata proprio a questo genere di evenienze. Sulla piattaforma Mac la più famosa in assoluto (anche la più “anziana”), è DiskWarrior.
Come dite? E’ costosa?

Questa è una di quelle applicazioni che si dovrebbe davvero possedere, soprattutto se il Mac è la vostra postazione di lavoro.
Non sono pochi i casi di dischi rigidi che parevano compromessi, e che grazie ad essa sono stati “salvati”. DiskWarrior infatti, ricostruisce la directory danneggiata, anziché cercare di ripararla, e in un secondo tempo recupera file, documenti e cartelle.

Possiamo affermare, esagerando un po’, ma nemmeno troppo, che se DiskWarrior fallisce nell’impresa, allora per il vostro disco rigido non c’è nulla da fare.

Concludendo: il bravo utente Mac per proteggere il suo computer deve:

a) acquistare un disco rigido esterno e su di esso eseguire regolari backup (tramite Time Machine, ma non solo!);

b) procurarsi un’applicazione per la riparazione del disco, come DiskWarrior, appunto.

Non stiamo dicendo che dovete spendere e spandere; bensì che dovete riflettere su quale importanza abbiano per voi i file custoditi sul computer, e quanto tempo siete disposti a perdere, per recuperarli.

Se seguite i consigli di BuyDifferent, in un breve periodo di tempo sarete in grado di tornare ad avere il controllo sulla vostra macchina; probabilmente senza perdere nemmeno un file.
Qualora decidiate di “risparmiare”, e incappaste in un grave guasto del disco rigido: auguri…

Dischi rigidi, la guida veloce! (Parte II)

Venerdì, Luglio 24th, 2009

Seconda parte della nostra guida ai dischi rigidi. La prima la puoi leggere qui.

Di un disco rigido (interno o esterno che sia), è sempre bene tenere sotto controllo lo stato di salute. Non è assolutamente difficile, anzi.

Sui computer Mac basta usare l’applicazione Utility Disco. Se pensate a quella già compresa all’interno della cartella utility, siete in errore.
Prima di procedere: Utility disco permette una serie di operazione sul disco rigido (sia interno che esterno). Vale a dire la partizione del disco, l’inizializzazione e la verifica del disco.
Se le prime due possono essere effettuate dall’applicazione che è installata sul Mac, l’ultima dovete lanciarla da quella che è presente sul DVD di installazione del sistema operativo.

Quindi procuratevelo, inseritelo nel vostro computer, attendete che venga montato sulla scrivania e che compaia la finestra con il pulsante “Riavvia” bene in evidenza. Premetelo per riavviare il Mac. Comparirà la finestra per la scelta della lingua (optate per l’italiano!), quindi cliccate la freccia a destra in basso.
Comparirà l’Installer, ma ignoratelo. Osservate invece la barra dei menu in alto, in particolare la voce Utility>Disco Utility. Cliccatelo.

Si aprirà l’applicazione. Nella finestra, a sinistra, sarà presente il disco rigido interno del vostro Mac; selezionatelo e poi premete il pulsante “Verifica disco”.
Se le cose funzionano al meglio, dopo qualche minuto apparirà una scritta verde che rassicura del buon funzionamento del dispositivo. Qualora il colore della scritta sia rosso, dovrete rivolgervi al pulsante “Ripara disco”.

Ma è sempre efficace Utility disco? Di questo ci occuperemo la prossima volta!

Dischi rigidi, la guida veloce! (Parte I)

Mercoledì, Luglio 22nd, 2009

L’elemento più sottovalutato, ma anche più importante dei nostri computer Mac è di certo il disco rigido. Lì il sistema in maniera discreta e puntuale immagazzina i nostri dati: foto, filmati, posta, file in .doc, presentazioni in PowerPoint, fogli di calcolo in Excel o Numbers.

Del loro ruolo abbiamo già avuto modo di parlare in passato, ma ci sembra giusto tornare a ragionarci sopra. E non solo perché BuyDifferent li vende! ;-)

Il disco rigido è dunque un dispositivo composto da uno o più piatti (o dischi), su cui vengono salvati i nostri dati. Ne esistono di tre tipi:

a) 1.8 pollici

Sono quelli che troviamo ancora sull’iPod da 120 GB. Sono forse quelli candidati alla pensione per via dell’arrivo sulla scena dei dischi SSD.

b) 2.5 pollici

Li troviamo dentro i portatili. Lentamente, i produttori di computer iniziano anche qui a proporre i dischi SSD. Di sicuro in un futuro abbastanza prossimo ne prenderanno il posto. La loro velocità è di 5400 rpm (revolutions per minute: giri al minuto), mentre sui portatili di fascia alta possiamo trovare quelli da 7200 rpm. Apple al momento continua ad avere la pessima abitudine di proporre solo in opzione dischi rigidi da 7200 rpm sui MacBook Pro (che di certo sono macchine di fascia alta).

c) 3.5 pollici

Sono all’interno dei computer da scrivania. Girano a 7200 rpm, anche se alcuni desktop di fascia alta (non Apple purtroppo), sfoderano dischi a 10.000 rpm.

BuyDifferent ne propone in vendita uno per il MacPro. Si tratta del VelociRaptor prodotto dalla Western Digital. Davvero veloce, davvero di qualità.

Formattare un disco rigido esterno su Mac

Lunedì, Luglio 20th, 2009

Come abbiamo avuto modo di spiegare nel post precedente, i dischi rigidi esterni a volte non sono pronti all’uso con i computer Mac.

Visto la predominanza della piattaforma Windows, di solito sono formattati FAT32. E’ il caso dei nostri dischi rigidi esterni che sino infatti pre-formattati per girare sui sistemi operativi Windows. Ma renderli adatti alla piattaforma Mac non richiede molto lavoro.

Basta collegare il disco rigido esterno al proprio Mac e poi attendere che venga montato sull scrivania. Ora dovrete lanciare l’applicazione Utility Disco, che si trova all’interno della cartella Utility, a suo volta racchiusa in quella chiamata Applicazioni.
Nella finestra che comparirà, vedrete a sinistra l’elenco dei dispositivi collegati (oltre ovviamente al disco rigido interno del vostro Mac, che non è oggetto delle vostre attenzioni!).

Sono presenti delle schede, ma quella che serve è “Inizializza”.
Selezionate quindi il disco rigido esterno da formattare, premete “Inizializza” e dal menu a comparsa optate per la formattazione “Mac OS esteso Journaled”. Scegliete un nome per il disco e scrivetelo nel campo di testo apposito, quindi premete il pulsante Inizializza.

Fine.
Lasciate che faccia il suo corso; al termine dell’operazione avrete un disco rigido esterno pronto da riempire coi vostri backup.

Più prodotti per tutti!

Venerdì, Luglio 17th, 2009

Qui a BuyDifferent continuiamo a lavorare allo scopo di allargare l’offerta di batterie.

Qualche settimana fa abbiamo introdotto quelle per i portatili Mac; adesso è la volta di presentarvi le batterie per l’Aspire One bianco, e l’Aspire One nero.

Nemmeno i dischi rigidi interni per Mac sono estranei alle novità. Già presenti da molto tempo (accanto a quelli dedicati al backup), adesso vi possiamo presentare due nuovi modelli.

Il primo è un disco rigido da 160 GB per Mac mini Intel, a 5400 rpm. Marca Seagate.

Il secondo invece è un disco rigido da 160 GB ma questo è per il MacBook. Anche in questo caso abbiamo la velocità del piatto a 5400 rpm, mentre la marca è Seagate.

Per entrambi consigliamo l’acquisto di un cacciavite Torx per agevolare l’operazione di montaggio del disco rigido.

Con BuyDifferent tutto è più semplice: qualità e risparmio a portata di clic! ;-)

La formattazione del disco rigido

Mercoledì, Luglio 15th, 2009

Se avete acquistato un disco rigido esterno per il vostro Mac, dovete sempre ricordare che è necessario siano formattati prima di essere usati. E la formattazione per i Mac non è una qualunque, bensì deve essere quella HFS+. Significa Hierarchical File System Plus, e quindi se provenite da Windows vi renderete conto che è un po’ differente da quella a cui siete abituati.

Infatti, i sistemi di Microsoft usano formati ben differenti: FAT32 e NTFS. Quindi un disco HFS+ non può essere letto dai sistemi Microsoft, ma esistono soluzioni apposite. Per esempio MacDrive permette proprio di aggirare questa limitazione.

In genere, grazie alla popolarità delle macchine Apple, è divenuto frequente incontrare produttori di dischi rigidi esterni, che forniscono i loro dispositivi già formattati in HFS+.
Basta leggere con attenzione le istruzioni sulla confezione, oppure la pagina del sito Web dedicata.

I nostri dischi rigidi esterni sono formattati FAT32, ma l’utente può eseguire facilmente l’operazione di “trasformazione”. Il come, lo vedremo la prossima volta!

I dischi rigidi esterni e le porte

Lunedì, Luglio 13th, 2009

Crediamo che tutti ormai abbiano compreso l’importanza di avere un disco rigido esterno. Se questo però è assodato e in un certo senso accettato da quasi tutti (e Time Machine di Apple ha avuto il merito di rendere il backup qualcosa di semplice e alla portata di tutti), la scelta di un disco rigido esterno deve tenere conto anche del tipo di porte (o connessioni), che possiede.

Le porte più comuni che si possono trovare su questo genere di dispositivo sono:

USB

La più comune, quindi popolare. Ora è la versione 2.0 a farla da padrone, ma i dispositivi con l’USB 1.1 sono compatibili con essa; nel senso che non occorre per esempio acquistare un adattatore per utilizzarli. I connettori sono perfettamente compatibili.
Ma se possedete una porta USB 1.1 e acquistate un disco rigido esterno che usa USB 2.0, il trasferimento dei dati verrà eseguito alla velocità dell’USB 1.1!

A proposito di velocità: a quanto sono trasferiti i dati con l’USB 2.0? La sua velocità teorica è di 480 Mb/s; attenzione, abbiamo scritto “teorica”, ed è proprio così. Quella è solo una stima poiché l’USB 2.0 non riesce mai a toccare quella velocità.

Importante avviso per gli utenti Mac. Se possedete un Mac con processore Intel, sarete in grado di riavviarlo da disco rigido esterno anche se questo è USB 2.0. Se viceversa possedete solo un Mac col processore PowerPC, sarà possibile riavviarlo ma solo se usate un dispositivo esterno con connessione FireWire.

FireWire

Ormai sono due: FireWire 400 e 800. Attenzione: tra le due c’è incompatibilità, poiché usano connettori differenti (ma esistono in commercio adattatori appositi).
Per quanto riguarda poi la velocità di trasferimento, la prima sfodera 400 Mb/s, mentre l’altra connessione vanta 800 Mb/s. Se avete un Mac con processore PowerPC, e desiderate essere messi in condizione di riavviare il vostro computer in caso di grossi guai, dovete per forza procurarvi un disco rigido esterno con questa connessione.

eSATA

Significa “external Serial ATA”, ed è una parente dell’interfaccia SATA dei dischi rigidi interni. Purtroppo sui Mac non è presente questo genere di connessione, a meno che non si decida di ricorrere a schede PCI o Express-Card, vendute ovviamente a parte.
Di fatto è la connessione più veloce che vi sia (1200 Mb/s), e anche la meno popolare.

L’interfaccia dei dischi rigidi interni

Venerdì, Luglio 10th, 2009

Uno degli aspetti che più confondono gli utenti, quando hanno a che fare con i dischi rigidi è la loro interfaccia. Spesso hanno le idee decisamente confuse; ma non è colpa loro!

Il fatto è che i produttori col tempo non solo ampliano capacità e prestazione dei dischi rigidi; ma ovviamente modificano l’interfaccia (la “connessione”, anche se sarebbe meglio chiamarla “bus”), con cui si connette il computer al disco.

Facciamo un poco di chiarezza, allora!

Interfaccia IDE/ATA

L’avrete di certo sentita nominare, ma sappiate che quando leggete in giro di PATA, oppure di Parallel ATA, ultraATA, EIDE, ATA 133, ATAPI, sappiate che ci si riferisce sempre a lei.
I produttori amano usare nomi di loro creazione per confondere le idee agli utenti (spesso lo si fa per non dover usare anche il nome di una tecnologia creata da altri: è già duro doverla adottare!).
L’interfaccia IDE/ATA la trovate solo sui vecchi Mac (per esempio l’eMac); i nuovi sono tutti SATA.

Interfaccia SATA

Quella SATA (detta anche Serial ATA), è invece un altro genere di connessione, più veloce dell’IDE/ATA. Quanto veloce? 2,5 Gbps, che però sono destinati a salire a 5,5 Gbps con la nuova versione di questa interfaccia, che dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell’anno.
I nuovi Mac sono Serial ATA o SATA.

Se comunque avete dei dubbi o perplessità, potete sempre contattarci indicando quale sia il vostro problema. Noi saremo felici di darvi una mano!